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HTC One: il miglior HTC di sempre, recensione completa by HDblog

Di il 9 aprile 2013

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HTC One è il terminale della svolta del produttore taiwanese, impegnato in un cambiamento della recente politica commerciale. La ricetta preparata da HTC per tornare ai vertici del mercato smartphone passa per l’introduzione di un unico modello di fascia hi-end, un device di riferimento sotto tutti i punti di vista, da quello della costruzione, a quello del design, senza trascurare l’integrazione di una piattaforma hardware potente e dotata di soluzioni tecniche innovative. HTC, almeno per la prima parte del 2013, vuole rinunciare ad un catalogo di terminali di fascia alta diversificato ed investe tutte le sue risorse nella realizzazione di un dispositivo con in quale l’azienda intende lasciare il segno nel mercato dei device hi-end.

Le premesse descritte creano, come è facile comprendere, delle aspettative particolarmente elevate, perchè HTC One, per tenere fede al suo nome che gli attribuisce il ruolo di smartphone di punta, unico e solo in grado di rappresentare il meglio della produzione HTC, ha una grande responsabilità. Primeggiare in ogni comparto non è un compito semplice per un device che si inserisce in un mercato decisamente competitivo e ricco di proposte altrettanto valide. HTC One, per raggiungere tale obiettivo,  segue una strada che passa per l’enfatizzazione estrema dei punti fermi della produzione di smartphone HTC: cura costruttiva, attenzione agli aspetti multimediali ed a quelli relativi alla personalizzazione software del sistema operativo Android.

DESIGN, COSTRUZIONE E HARDWARE

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HTC ha sempre posto una particolare cura nella progettazione dei suoi smartphone, caratterizzati da un ottimo connubio di design e qualità dei materiali. HTC One è espressione della migliore produzione di HTC che ha scelto un ritorno ai materiali nobili e un design che si differenzia in maniera decisa con quello della recente produzione di HTC, pur non sconfessando del tutto la provenienza dallo studio di progettazione che ha dato vita a smartphone come HTC One X e One S.

La parte anteriore di HTC One  è quella che maggiormente si differenzia dalla precedente produzione di HTC. Il frontale, caratterizzato dal doppio altoparlante anteriore, conferisce simmetria al device, connotandolo in maniera marcata. La scocca di HTC One è realizzata quasi interamente in alluminio, con una cornice in plastica che corre lungo il perimetro del dispositivo e che, nel caso dell’esemplare in nostro possesso con colorazione silver, è di colore bianco e crea una gradevole alternanza cromatica.

La scocca è di tipo unibody ed è apparsa a dir poco solida. HTC One è un terminale che ribadisce sin da subito l’appartenenza al segmento hi-end ancor prima dell’accensione. Basta osservarlo ed iniziare a maneggiarlo per rendersi conto della costruzione realizzata senza compromessi. L’attenzione per il design ha guidato HTC nella perfetta integrazione dei pulsanti e degli elementi collocati nella scocca del terminale: il pulsante del volume e quello di accensione e spegnimento (che integra il trasmettitore IR) sono stati inseriti in maniera impeccabile, a filo con la scocca ed in maniera quasi invisibile. Il connettore microUSB si è spostato dal lato destro dei precedenti top gamma al bordo inferiore per non alterare eccessivamente il tratto estetico del terminale. Il pulsante della fotocamera, come spesso accade, è stato sacrificato per assecondare l’esigenza di mantenere una continuità nel design (scelta che continua a non convincerci del tutto, in presenza di device dotati di buone fotocamere).

La parte posteriore della scocca presenta una leggera curvatura e una finitura in alluminio realizzata senza alcuna sbavatura. Tale curvatura contribuisce a migliorare gli aspetti ergonomici del terminale che appaiono decisamente convincenti grazie alle dimensioni ed al peso contenuti. HTC One integra un display da 4.7″, le medesime dimensioni di dello schermo di HTC One X/X+, ma appare ancora più semplice da maneggiare con una sola mano grazie ad una scocca che è leggermente meno larga. Il peso di 143 grammi è ben distribuito e lo smartphone restituisce in ogni circostanza un senso di robustezza senza risultare pesante o ingombrante anche grazie allo spessore di 9.3 mm. L’unico elemento che non ci piace particolarmente è la collocazione del pulsante di accensione collocato superiormente e non lateralmente, ma nel caso di HTC One tendiamo a chiudere un occhio, visto che l’integrazione del trasmettitore IR rende la scelta piuttosto vincolante.

Per quanto riguarda gli aspetti prettamente estetici, pur consapevoli che i gusti soggettivi sono insindacabili, non possiamo fare a meno di notare che HTC One è un terminale che difficilmente passa inosservato. Il termine “raffinato” è quello che maggiormente si addice ad HTC One a nostro avviso. Un termine che può essere inteso anche nell’accezione di “ulteriormente ottimizzato” rispetto alla recente produzione di HTC. Ogni aspetto del design è stato curato in maniera maniacale dal produttore ed il dato, unitamente a quello dell’integrazione dei materiali nobili, consente di assegnare al device una votazione particolarmente elevata per quanto riguarda design e costruzione.

Le differenze con il precedente top gamma Android di HTC, One X (che condivide la scocca di HTC One X+) sono immediatamente percepibili:

Le punte di eccellenza raggiunte da HTC con la costruzione si ripresentano quando si passa ad esaminare la piattaforma hardware del terminale. Il sistema SoC è formato dal Qualcomm Snapdragon 600, una piattaforma quad-core con i singoli core funzionanti a 1.7 GHz, acceleratore grafico Adreno 320 e 2GB di RAM. HTC One ha potenza a sufficienza per gestire qualsiasi tipo di attività comprese quelle ludiche che traggono giovamento dal prestante acceleratore grafico ed è il primo terminale HTC ad integrare i 2 GB di memoria, un quantitativo che, finalmente, appare adeguato per gestire senza alcun tipo di ritardo una UI altamente personalizzata dal produttore, come è Sense 5.0.

HTC One è dotato, inoltre, di un quantitativo di memoria interna pari a 32 GB non espandibile, esattamente come avveniva con il precedente modello. Una soluzione non gradita agli utenti che preferirebbero poterla espanderla ulteriormente tramite microSD, ma che non dovrebbe impensierire eccessivamente chi, come noi, ha convissuto senza difficoltà con HTC One X, senza mai avvertire come un limite la possibilità di sfruttare solo la memoria integrata. Naturalmente il giudizio varia in base alle esigenze degli utenti, ma i 32 GB di memoria appaiono non così limitanti.

Del display e della batteria parleremo nelle rispettive sezioni, ma, per concludere il quadro della piattaforma hardware è impossibile non citare alcune feature che non è così scontato trovare in smartphone concorrenti. Parliamo in primo luogo del doppio altoparlante anteriore BoomSound, che è apparso decisamente ben realizzato ed offre potenza e qualità insolite anche per gli altri smartphone di fascia hi-end. Decisamente indovinato il posizionamento frontale e ottima la resa finale a dimostrazione della particolare cura posta da HTC agli aspetti multimediali. Per restare in tema di multimedialità ribadiamo, inoltre, l’integrazione del trasmettiore IR, una sorta di ritorno al passato per HTC, visto che tale caratteristica faceva parte della dotazione standard dei PDA di diversi anni fa ed oggi torna al servizio della multimedialità grazie a Sense TV. Una piattforma hardware decisamente completa, quindi, che non rinuncia nemmeno a “gadget” come un ricevitore radio FM.

Costruzione:

Hardware:

DISPLAY

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HTC ha le idee chiare quando si tratta di realizzare uno smartphone hi-end e non si lascia trasportare dalle mode del momento che spingono i produttori a prendere parte alla corsa per l’integrazione del display dalla dimensioni più elevata. Una circostanza che renderà probabilmente felici gli utenti che cercano un terminale con un display ampio, ma non amano i pesi massimi della categoria che, spesso, compromettono gli aspetti ergonomici. I 4.7″ del display difficilmente lo faranno percepire come penalizzante nello svolgimento delle principali attività, ma rappresentano, al tempo stesso, un giusto compromesso per non incidere negativamente sulle dimensioni complessive.

Il produttore taiwanese sceglie invece di abbracciare il trend del mercato che, parallelamente alla crescita della diagonale del display, fa crescere anche la risoluzione dello schermo. Non nascondiamo che continuiamo a non essere del tutto convinti della necessità di raggiungere livelli di densità di pixel che, come nel caso di HTC One superano i 400 ppi, perchè, a nostro avviso, l’occhio umano raggiunge molto prima i limiti che gli consentono di apprezzare le differenze tra display più o meno definitivi. Riteniamo ancor meno necessario spingere così tanto l’acceleratore sulla risoluzione del display in presenza di schermi che non superano i 5″.

Detto questo, riconosciamo che il display SLCD3 con risoluzione FullHD di HTC One rappresenta un riferimento per la categoria. La densitià di pixel da record si traduce in una brillantezza dei colori che appare superiore rispetto a quella dello schermo con risoluzione 720p di HTC One X/X+. Gli effetti della densità di pixel da record sino a quando si naviga nelle schermate della UI non appaiono sconvolgenti (un display 720p con diagonale da 4.7″ a nostro avviso era già ottimo), ma inziano a diventare percepibili quando si utilizza il browser internet (con scritte ancor più definite nella panoramica generale della pagina), quando si avvia la riproduzione di un video e durante il  gaming (le scalettature dei titoli che usano grafica in 3D appaiono in molti casi invisibili).

Il display non pone particolari problemi in caso di lettura in esterna, come tutti i display LCD ed offre un ottimo angolo di visione per chiudere un quadro decisamente positivo. Avevamo nutrito qualche dubbio sulla necessità di ricorrere ad un display FullHD, tenuto conto dell’impatto sulla GPU, ma alla fine dei nostri test, dobbiamo ammettere che i benefici sono superiori agli svantaggi, visto che la GPU Adreno 320 ha dimostrato di avere potenza a sufficienza per gestire l’elevata risoluzione.

I display FullHD su schermi di dimensioni inferiori ai 5″ potranno non essere considerati “indispensabili”, ma al di là dei vantaggi in termini di nitidezza, aumentano ulteriormente la qualità degli schermi 720p, quindi, l’integrazione in HTC One, un terminale che ribadisce di volere il meglio in ogni comparto, appare congrua.

Display:

SOFTWARE E REATTIVITA’

HTC One si fa portatore della volontà di rinnovamento della UI Sense 5.0 che fissa nuovi standard sia dal punto di vista delle prestazioni sia per quanto riguarda le feature integrate. Lo smartphone ribadisce la sua natura di fuoriclasse e offre delle prestazioni velocistiche che appaiono sin da subito di ottimo livello. Se si torna con la memoria alla precedenti release dell’interfaccia utente Sense e si confrontano con quelle offerte da HTC One si nota subito un maggiore fluidità, o meglio, l’assenza di quelle incertezze, di quei micro-lag che, spesso, sono stati il frutto della volontà di integrare una UI decisamente ricca di opzioni, ma molto avida di risorse.

HTC One, anche con una delle prime release della piattaforma software, restituisce un feeling con la UI che sembra essere quello proprio di piattaforme che hanno fatto della piacevolezza d’uso uno dei propri tratti caratteristici (ved. iOS e Windows Phone). Un feeling che appare per certi versi insolito per uno smartphone Android con una UI customizzata dal produttore e che rappresenta il risultato finale della bontà della piattaforma hardware, sia da alcune scelte intelligenti di HTC, che ha snellito la UI, senza rinunciare all’integrazione di nuove feature.

Astuzie, o meglio, accorgimenti tecnici per evitare fastidiosi lag, passano per una riduzione delle animazioni di transizione delle schermate home, per la scelta di rendere gli sfondi fissi e non scorrevoli, per la generale tendenza a snellire anche dal punto di vista grafico i vari widget. Il risultato finale è decisamente positivo e HTC One cattura l’utente grazie  all’estrema piacevolezza di utilizzo. Le schermate home e i menu interni, diventati scorrevoli in verticale, si muovono senza ritardi, e i benfici effetti della potente piattaforma hardware si riflettono anche sulle applicazioni che si avviano e si muovono senza incertezze. Il passo avanti rispetto alla precedente interfaccia utente Sense 4+ è percepibile sin da subito.

Sense 5.0 è una UI rinnovata non solo dal punto di vista grafico e delle prestazioni, ma anche per quanto riguarda le funzionalità. La principale caratteristica della nuova release dell’interfaccia utente è rappresentata da Blinkfeed. Si tratta di una feature che nelle intenzioni di HTC mira a rappresentare la schermata principale dello smartphone, un trampolino di lancio verso il mondo dei social network e dell’informazione che si presenta all’utente con una UI articolata in riquadri che ricordano, per certi aspetti, i Tiles di Windows Phone. Le affinità possono essere colte da chi utilizza il sistema operativo mobile di Microsoft, ma precisiamo che il pericolo di “snaturare” uno smartphone basato su Android è decisamente ridotto. Rassicuriamo gli utenti fedeli alla UI Sense sul fatto che Blinkfeeed, a seconda del feeling che è in grado di generare nell’utente, può essere liberamente considerata la schermata principale dello smartphone o un semplice “gadget” ulteriore messo a disposizione da HTC, che si può comunque “releagare” ad una schermata secondaria.

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La tendenza ad alleggerire e ad ottimizzare la UI si ritrova anche quando si passa ad esaminare altre sezioni: servizi “ridondanti”, come il navigatore satellitare HTC Locations e alcuni widget (come quello della posta) sono stati rimossi, altri sono stati ulteriormente affinati e integrati in maniera ottimale nei nuovi software. A titolo di esempio, citiamo HTC Watch, il servizio per il noleggio e l’acquisto dei film che pur continuando ad essere utilizzabile separatamente, è stato integrato nell’HUB di Sense TV, il nuovo utile software per gestire in maniera molto efficace la propria TV, sfruttando il ricevitore IR. Altro esempio è rappresentato dalla nuova versione della UI ottimizzata per l’utilizzo in auto che integra utili comandi vocali.

Sense 5.0, in conclusione, ci è apparsa rinnovata sia nelle prestazioni, sia nelle funzionalità e, cosa molto importante, appare sin da subito decisamente convincente dal punto di vista della reattività.

Software e personalizzazione:

Prestazioni:

CAMERA, MULTIMEDIA E GAMING

HTC segue un suo personale modo di intendere gli smartphone di fascia alta, anche quando sceglie quale connotazione dare al modulo fotocamera. Mentre i principali competitor seguono la sfrenata corsa al maggior numero di megapixel, HTC intraprende una strada differente che passa per l’integrazione di un sensore da 4.3 megapixel con formato nativo in 16:9. HTC conia il termine “Ultrapixel” per identificare la fotocamera di HTC One, un brand commerciale che dovrebbe scongiurare il rischio che i potenziali acquirenti di HTC One siano fuorviati dai semplici dati nominali della fotocamera. 4.3 megapixel possono sembrare pochi in un mercato smartphone che rincorre il record di megapixel ed HTC ne è consapevole.

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Lasciando da parte gli aspetti di marketing e di comunicazione, i nostri test sul campo dimostrano che la scelta di HTC ha pagato in termini di qualità di immagine e non esitiamo a definire la fotocamera di HTC One la migliore mai realizzata dal produttore taiwanese. I risultati si fanno apprezzare soprattutto per quanto riguarda l’accuratezza della resa cromatica, con colori sempre molto naturali, per l’affidabile gestione del bilanciamento del bianco e per prestazioni in notturna che appaiono decisamente superiori alla media.

L’obiettivo della fotocamere è molto luminoso, la fotocamera integra uno stabilizzatore ottico e gli effetti si notano negli scatti in nottura. La quantità di luce catturata dal sensore è nettamente superiore alla media ed il terminale è l’unico, al momento, che è in grado di tenere testa al Nokia Lumia 920, il campione della categoria degli scatti low-light. Considerata l’integrazione di un sensore con pixel molto ampi ed in grado di catturare molta luce e le premesse fatte da HTC sulla qualità degli scatti low-light ci saremmo forse aspettati degli scatti ancora più immuni dal rumore digitale che riemerge in condizioni di luce particolarmente difficili. La sensazione che abbiamo avuto al termine delle nostre prove è che una ottimizzazione ulteriore del software di gestione della fotocamera è comunque a portata di mano e che le prestazioni della fotocamera, già molto convincenti, potrebbero ulteriormente migliorare con nuovi aggiornamenti software.

Per quanto riguarda la risoluzione di “soli” 4.3 megapixel, ci troviamo in larga misura concordi con le valutazioni effettuate da HTC sulle abitudini degli utenti. Chi ha l’esigenza di stampare foto a dimensioni molto grandi, probabilmente, sceglierà un mezzo differente rispetto ad uno smartphone, mentre i 4.3″ megapixel appaiono adeguati per condividere le foto sul web, per visualizzarle al PC e per stamparle in formati adeguati per l’utenza “consumer”.

Scatti in diurna e macro (suggeriamo di visualizzare gli scatti in formato originale, non compressi, disponibili a questi indirizzi QUI e QUI)

Scatti in notturna: (gli scatti sono visibili nel formato originale non compresso a questo indirizzo)

Il giudizio complessivo della fotocamera Ultrapixel è positivo. I “soli” 4.3″ megapixel possono risultare penalizzanti solo se si è soliti scattare e successivamente utilizzare una semplice porzione di foto. In tal caso i margini di manovra rispetto ad un sensore da 8 o più megapixel sono inferiori. I “bravi fotografi” insegnano che la foto nasce in primo luogo nel mirino (leggasi display) e non al PC dopo interventi di crop più o meno marcati, ma è pur vero che in ambito digitale i “dogmi” dei puristi vengono sempre più meno ed è altrettanto legittimo il desiderio di croppare l’immagine per migliorarla rispetto alla ripresa originale. In caso di crop spinti i 4.3″ megapixel potrebbero risultare insufficienti, ma per chi è abituato ad utilizzare le foto, così come sono state viste e inquadrate in fase di ripresa, il problema non si pone.

I video possono essere registrati alla risoluzione massima di 1080p. Sono presenti anche alcune modalità ulteriori come quella dei video in HD a 60 fotogrammi al secondo, i video in rallenty (con possibilità di intervenire per riprodurre una porzione di scena a velocità ridotta) e quelli in HDR. Dopo averle provate, le consideraiamo un plus interessante, ma non indispensabile.

A seguire un video registrato in diurna

E uno acquisito in notturna

Il riuscito mix di prestazioni e funzioni che abbiamo rilevato nell’esame della UI Sense 5.0 si ripropone anche per quanto riguarda il comparto fotocamera e multimedia. Alle funzioni che hanno reso molto popolare HTC One X e One S (ved. HTC ImageSense) si sommano le nuove funzioni introdotte dal software Zoe, la particolare cura per la galleria multimediale che offre una miniatura animata delle immagini e che crea automaticamente dei filmati che possono essere rapidamente condivisi tramite il servizio di Zoe Share. Interessante ritrovare anche nella galleria multimediale una forte integrazione con i social network, che risulterà familiare a chi conosce la piattaforma Windows Phone.

In senso assoluto è possibile considerare la fotocamera di HTC One tra le migliori proposte presenti sul mercato, grazie alla capacità di adattarsi in maniera efficace alle molteplici situazioni di scatto. Da quelle più “semplici”, come le registrazioni video in luce diurna, a quelle più problematiche, come gli scatti in notturna, scenario in cui offre prestazioni superiori alla media del mercato.

Fotocamera: 

Il comparto multimediale di HTC One tra inoltre giovamento dall’integrazione dell’ottimo display fullHD e dalla presenza del doppio altoparlante BoomSound che stupisce si per qualità che per volume massimo. Attivando la modalità Beats Audio, che può essere sfruttata anche senza ricorrere alle cuffie, a differenza dei precedenti modelli, il volume appare sufficiente già al minimo in ambienti silenziosi.

Quando si mette alla prova il terminale con le tracce audio si resta piacevolmente colpiti dall’ottima riproduzione sonora. Una prestazione che, sino ad ora, non avevamo mai riscontrato con nessun altro smartphone. Il suono è ricco di corpo, i toni alti sono brillanti e non manca una buona gamma media che esalta le performance vocali dei cantanti preferiti.

Multimedia:

Audio:

HTC One è un terminale che in grado di soddisfare tutte le esigenze, anche quelle di chi è alla ricerca di uno smartphone molto prestante in ambito gaming. Grazie al SoC Qualcomm Snapdragon 600 e all’acceleratore grafico Adreno 320 el prestazioni soddisfano anche quando si lanciano i giochi caratterizzati da un impianto grafico particolarmente complesso.

NAVIGAZIONE INTERNET

HTC One è un terminale che convince delle ottime prestazioni nelle attività di web browsing sin da subito. Ricordiamo con un po’ di dispiacere il ciclo di vita di HTC One X, penalizzato forse oltre il dovuto subito dopo il lancio, anche a causa di un browser internet che non riusciva tenere il passo di quello dell’allora concorrente diretto, ovvero il SGS3.

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Quest’anno HTC non ha commesso gli stessi errori del passato ed ha reso disponibile, già a partire dalla prima release software un browser internet che rasenta la perfezione, anche quando è chiamato a gestire le pagine più complesse, ricche di elementi interattivi e contenuti in flash. I lag e le incertezze sono ormai archiviate e nulla sembra in grado di mettere in difficoltà il terminale durante l’esplorazione del web.

Il browser è rimasto sostanzialmente inalterato rispetto a quello di Sense 4+, con lievi differenze per quanto riguarda, ad esempio, il numero di tab che possono  essere aperti. Le prestazioni però hanno ricevuto un ulteriore miglioramento rispetto al livello di performance al passato.

Navigazione internet:

RICEZIONE E AUTONOMIA

HTC One ripropone il meglio della produzione HTC anche per quanto riguarda la sezione telefonica che colpisce positivamente soprattutto per la qualità dell’altoparlante interno. Le conversazioni telefoniche traggono giovamento dalla presenza del doppio altoparlante BoomSound e non deludono nemmeno gli aspetti relativi alla ricezione che non ha mai posto particolari problemi durante il periodo di prova.

L’integrazione del sistema di antenne incastonate nella scocca in alluminio del device è decisamente ben riuscito e non abbiamo mai riscontrato perdite di segnale maneggiando lo smartphone. Ricordi di terminali HTC poco riusciti dal punto di vista della ricezione (ved. HTC Sensation) sono decisamente lontani.

Il produttore taiwanese non si accontenta di integrare un ottimo modulo radio, ma vuole offrire all’utente un device in grado di stare al passo con i tempi ed a tal fine lo ha reso compatibile con le reti LTE che si stanno diffondendo sempre più anche nel nostro paese. Abbiamo messo subito alla prova il terminale con la nostra scheda Vodafone 4G apprezzando il consistente boost di prestazioni ottenuto rispetto a quelle che la scheda 3G del nostro precedente operatore ci offriva.

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Le prestazioni relative all’autonomia del terminale rappresentano uno dei capitoli che stanno maggiormente a cuore all’utenza, tenuto conto del fatto che HTC One non offre la possibilità di sostituire la batteria integrata nella scocca unibody. Nel nostro test live sulla durata della batteria abbiamo superato il traguardo delle 11 ore con 3:15 ore di display attivo.

Si è trattato di un utilizzo abbastanza intenso, caratterizzato dal largo uso della messaggistica istantanea tramite IMO, della quasi totale gestione della connettività dati sfruttando le reti 3G e solo sporadicamente il nostro router WiFi e senza rinunciare a sfruttare abbondantemente le funzionalità telefoniche e di navigazione internet. Consapevoli del fatto che la piattaforma software di HTC One è ancora giovane e suscettibile di ulteriori miglioramenti, possiamo considerare la prestazione allineata a quella degli altri top gamma Android, con l’eccezione dei campioni della categoria (come il Galaxy Note 2).

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Per ulteriori approfondimenti sulla durata della batteria vi rimandiamo alle conclusioni del nostro test live a questo indirizzo.

Autonomia 

Connettività 

Ricezione:

CONCLUSIONI

E’ estremamente difficile trovare un punto di debolezza nel progetto che ha portato l’azienda taiwanese alla realizzazione di HTC One. Il terminale inzia a convincere l’utente del suo valore con una costruzione impeccabile, continua a farlo con una piattaforma software che si muove con un’agilità che solitamente contraddistingue piattaforme diverse da Android (iOS e Windows Phone), ammalia l’utente con un ottimo display fullHD e prosegue con una riproduzione sonora ai massimi livelli grazie a BoomSound. Non manca nulla nella dotazione di serie di HTC One, nemmeno la connettività LTE che gli consente di essere subito al passo con i tempi.

Potremmo definire HTC One come un iPhone con a bordo Android per rendere l’idea della cura maniacale con cui l’azienda ha curato la costruzione e  per fare riferimento a quello riteniamo uno dei più riusciti mix tra una piattaforma hardware, il sistema operativo Android e una UI altamente personalizzata dal produttore. Al tempo stesso, HTC One è un terminale che, per tenere fede al suo nome, appare unico sotto molti punti di vista e segue, per tanti aspetti, un approccio che non risulta assimilabile a quello di nessun altro prodotto.

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HTC One non segue le mode degli schermi (e delle socche) di dimensioni esagerate e resta un terminale decisamente pratico da maneggiare. Non rincorre ad ogni costo la corsa ai megapixel e prova ad offrire la sua personale interpretazione della fotocamera di un moderno smartphone che punta a soddisfare le più diffuse esigenze degli utenti: scattare senza troppe preoccupazioni di trovare il setting migliore, anche in condizioni di scarsa luminosità, condividere gli scatti con i propri contatti, rivedere le foto sul display dello smartphone che esalta ogni dettaglio grazie all’elevata risoluzione. HTC One non segue nemmeno la moda degli altoparlanti esterni striminziti, spesse volte collocati in posizione errate dal punto di vista progettuale e sceglie la collocazione migliore per offrire sin da subito un audio stereo riprodotto ottimamente.

Design, materiali, schermo, fotocamera, audio, prestazioni che rasentano la perfezione e, sempre presente,  Sense 5.0 rinnovata e pressocchè immune da rallentamenti. Sembra il sogno di ogni appassionato dei terminali HTC eppure è la realtà incarnata nella scocca in alluminio di HTC One. Solo una durata della batteria semplicemente “normale” per un top gamma Android e non “stellare” riporta l’appassionato alla realtà di un prodotto che, per il resto, può essere considerato, per il momento, il migliore smartphone Android del 2013. 

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HTC ha creato un terminale che può essere considerato un vero fuoriclasse e speriamo vivamente che abbia la forza di pubblicizzarlo e di distribuirlo come merita, per evitare che il vasto pubblico sia “fuorviato” dalle proposte della concorrenza, meglio “confezionate” a livello di marketing, ma spesso inferiori, nella sostanza, ai prodotti HTC.

Se raggiungere il vasto pubblico è ancora una sfida che HTC deve vincere, crediamo che parlare all’utenza fedele ai prodotti dell’azienda taiwanese, quest’anno, sarà molto semplice. Non vogliamo scomodare mostri sacri, molto cari agli utenti HTC di lunga data, come l’intramontabile HTC HD2, ma crediamo che HTC One abbia le carte in regola per collocarsi nell’Olimpo dei migliori smartphone realizzati dall’azienda.

Voto finale:

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